Argomenti educativi
Buone notizie
Storie e racconti veri
Scritto da:
Padre Bashir Sukkar
A chi è rivolto:
Per tutti
Pubblicato il:
29 Novembre 2025

Vogliamo esprimere la nostra opposizione all’abbondanza di cattive notizie pubblicate… Basta diffamazione degli scandali sulle celebrità delle stelle dell’epoca attraverso giornali e canali, mentre trascuriamo di contemplare la purezza del cielo azzurro e lo splendore del sole splendente.
In realtà, il crollo di un albero imponente in un giardino provoca un trambusto maggiore della crescita silenziosa e quotidiana che scorre nelle vene di un’intera foresta.
Vogliamo mettere in luce la foresta di bontà che cresce e rifiutarci di soffermarci sull’albero che appassisce. Dopo aver riconosciuto le perle che illuminano la vita di così tante persone, la nostra vita sarà rinvigorita dalla bellezza e dalla gioia dei valori umani che risiedono in così tanti cuori.
Una storia vera:
“Se non mi lasci fare questo, non potrò andare a scuola, mi vergognerò così tanto… È estremamente importante, mamma!”… Helen scoppiò a piangere, e questa fu la sua unica arma di persuasione.
“Ugh! Fai quello che vuoi!” borbottò la madre impaziente mentre asciugava i piatti lavati. “Farai una brutta figura… è un problema tuo.” La stessa scena si stava ripetendo in altre 23 famiglie. Erano tutti studenti del terzo anno di scuola media, sezione B, della stessa scuola. Avevano preso una decisione cruciale e unanime da attuare quel giorno. Erano in 25. Ma, in realtà, la situazione era diversa solo nella 25esima famiglia. Brian era estremamente imbarazzato e agitato. I suoi genitori cercavano di incoraggiarlo. Era la quindicesima volta che il ragazzo si precipitava a guardarsi allo specchio.
«Mi prenderanno in giro, lo so», disse. «Marisa, per esempio, non mi sopporta, e Paolo mi chiama ‘canna’… Mi stanno aspettando.» E le lacrime calde e copiose ricominciarono a scorrergli sulle guance mentre cercava di sistemarsi il cappello un po’ troppo grande sulla testa.
Suo padre lo guardò e gli parlò con tono rassicurante: “Coraggio, Brian. I tuoi capelli ricresceranno in fretta. Stai rispondendo rapidamente alla cura e, se Dio vuole, dopo qualche mese guarirai”.
«Sì, ma guarda, papà», disse Brian con un senso di ferita, indicando la sua testa, che si rifletteva nello specchio, splendente di un rosa intenso… L’efficace trattamento a cui si era sottoposto per il tumore maligno che lo aveva colpito due mesi prima aveva provocato la perdita completa dei suoi capelli.
Sua madre lo abbracciò e gli disse: “Coraggio, Brian. Vedrai che si abitueranno in fretta”.
Il ragazzo ansimò profondamente, nascose la testa nel cappello, prese la borsa e partì.
Davanti alla porta del suo dipartimento scolastico, il cuore gli batteva forte come un martello. Chiuse gli occhi ed entrò…
Quando aprì gli occhi per andare a casa sua, vide una scena emozionante. Tutti, sì, tutti i suoi compagni indossavano il cappello in testa! Si voltarono verso di lui, sorrisero e alzarono il cappello, gridando: “Grazie a Dio sei tornato sano e salvo, Brian!”… Si erano tutti rasati completamente la testa, persino Marina, che era orgogliosa delle sue trecce, e Paolo, Helen, Gianni e Francesca… Si alzarono tutti e abbracciarono Brian, che non sapeva più se ridere o piangere mentre balbettava: “Grazie, grazie!!”
Dalla sua scrivania, il professor Donati sorrideva. Non si era rasato i capelli perché era già calvo.
Nella pagina del giornale che riportava la notizia, è stata pubblicata la foto di una madre che tagliava i capelli al figlio, circondata dal sostegno dei parenti, e sullo sfondo della foto c’erano i fantastici colleghi di Brian, tutti con la testa completamente rasata.
Un altro resoconto realistico:
Si tratta di “Angelo Folia” di cui si è parlato anche sui giornali…
Nel caldo soffocante di agosto, un uomo passeggiava lungo le rive del fiume Ticino (Pavia, Italia). Vide un bambino che si dibatteva nell’acqua e gridava. Il padre del bambino si tuffò per salvare il figlio, ma scomparve tra le onde. Una giovane donna, abile nuotatrice, si precipitò in suo soccorso, ma anche lei fu travolta dalla corrente. L’uomo non sapeva chi fosse il bambino, né il padre, né la giovane donna che si era offerta volontaria per salvarlo. Era uno di quelli che, sentendo un grido di aiuto, si precipitava in aiuto degli altri senza esitazione.
Si gettò in acque profonde. Riuscì a risalire in superficie, trascinando con sé il bambino, poi il padre, poi la ragazza, uno dopo l’altro…
Dopo questa eroica impresa, le sue forze crollarono e sprofondò negli abissi!
Fu “Angelo Folia” a essere martirizzato per quell’atto di sacrificio…
E altri nobili racconti e azioni:
* Un immigrato dalla Romania: Ha restituito al proprietario un portafoglio trovato sul ciglio della strada, nel quale conteneva una grossa somma di denaro, senza accettare alcuna ricompensa economica (da Torino News 31/12/2010)
* Giulio Bargillini di Bologna (Italia) dona 280 sedie a rotelle alle persone disabili in Kenya (1 ottobre 2006)
* Un ingegnere friulano (Italia) chiede il pensionamento anticipato, non per dedicarsi ai suoi hobby (come ricercatore di storia), ma per servire la moglie che soffre di Alzheimer e ha bisogno di aiuto in tutto (dal mangiare al camminare all’igiene…).
Conquiste umane davvero nobili che ci ispirano a guardare la vita in modo positivo.